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Riti di fine inverno in Germania

Ogni popolo è solito propiziare l'arrivo della primavera con riti antichissimi.
Nella regione montana dell'Harz, in Germania, il compito di cacciare l'inverno è affidato alle streghe che ogni 30 aprile, nella notte di Santa Valpurga, si vedono ronzare in cielo.
Un tempo questa usanza, avversata da Carlo Magno che non amava le stregonerie, era accompagnata da fuochi e sacrifici rituali, oggi è semplicemente un buon motivo per fare festa; per l'occasione molti bambini si travestono e si divertono a "spaventare" l'inverno facendo baccano.

Uno dei simboli legati al ritorno della primavera più conosciuti è però il Maibaum, l'albero di maggio o palo della cuccagna.
Viaggiando in Baviera, se ne trova uno in pressoché tutti i villaggi.

Ogni anno viene issato nella giornata del 1° maggio dagli uomini del paese che per l'occasione indossano i tradizionali Lederhosen (calzoni di cuoio).
In genere i pali sono dipinti a strisce bianche e azzurre, gli allegri colori della Baviera, e decorati con le insegne delle varie corporazioni contadine e artigianali insieme a un ciuffo e a una ghirlanda di rami d'abete in cima.
Come la scelta delle decorazioni, anche quella del tronco da cui ricavare il Maibaum è frutto di regole d'antica tradizione.

Nel Settecento c'era l'abitudine di rubare l'albero nei boschi demaniali, possibilmente in quelli dei comuni vicini, suscitando le ire dell'amministrazione forestale che finì addirittura per vietare i pali della cuccagna.
Ma nel 1827 re Ludovico I di Baviera in persona intervenne per ripristinare l'antica usanza che è di probabile origine pagana o celtica.

Fino al XIII secolo ci si limitava a salutare la primavera esponendo rami d'abete come simbolo della fertilità, poi si diffuse l'abitudine di erigere un tronco diritto privato accuratamente della corteccia in modo che il diavolo non vi si potesse celare sotto forma di insetto.

Oggi la cerimonia dell'erezione dell'albero di maggio è accompagnata da pittoresche danze in costume in cui i ballerini intrecciano nastri colorati.
Poi c'è la scalata del palo, appositamente rivestito di strati di sapone che ne rendono difficile la conquista, alla quale partecipano i giovani più agili tra il pubblico.

Chi riesce ad arrampicarsi fino in cima ha il diritto a staccare gli oggetti che sono attaccati alla ghirlanda: attrezzi per il lavoro, per la casa e golosità come salsicce campagnole e forme di formaggio.


Informazioni:
Germania Turismo,
tel. 02-84744444,
fax. 02-2820807,
e-mail: gntomil@d-z-t.com


Cavalcata di San Leonardo
Bad Tölz (Baviera)


“Leonhardifahrt”, cosí si chiama in tedesco il noto pellegrinaggio in onore di S. Leonardo che ha luogo ogni anno il 6 novembre, a meno che la data non cada di domenica. Alle 9 del mattino, accompagnata dal suonodelle campane, la popolazionein costumi tradizionalisi mette in marcia sui carri riccamente addobbati o sui cavalli con le bardature da festa per raggiungere la collina Kalvarienberg, dove viene celebrata una messa solenne e impartita a tutti la benedizione. Dopo aver girato due volte intorno alla cappella di S. Leonardo, il corteo, ripercorrendo a ritroso il tragitto dell’andata, ritorna in città e qui hanno inizio allegri festeggiamenti.
Come usanza religiosa il pellegrinaggio risale al 17° secolo, ma nelle sue forme di cavalcata circolare vanta origini ancora piú remote, essa ricalca infatti modelli precristiani.



Ringraziamento per il raccolto
Germania

La festa ecclesiastica per il raccolto, in Germania, si tiene la prima domenica dopo la festa di San Michele (29 Settembre), quindi la prima domenica di ottobre.

In molte località durante la festa ecclesiastica di ringraziamento per il raccolto, si usa far benedire dopo la messa, cereali, frutti e fiori.
L'altare viene decorato con spighe e fiori, in alcune località dell'Alta Svevia si compongono con essi mosaici ed ornamenti.
In molte località sopravvivono ancora echi di epoca precristiana: l'ultimo covone viene decorato con nastri colorati e lasciato nella corte fino alla semina successiva.

La comunità cattolica, prima della messa, attraversa cantando i campi e spesso la predica domenicale ha luogo sotto la corona della festa del raccolto che viene appesa al pulpito.



Il pifferaio magico
Leggenda Tedesca




La leggenda racconta che nel 1284 arrivò nella cittadina di Hameln un tipo buffo che affermava di essere il pifferaio magico e prometteva, in cambio di una certa somma di denaro, di liberare la città da topi e ratti. Allorché tirò fuori il suo flauto e cominciò a suonare, topi e ratti uscirono da tutte le case, si radunarono intorno a lui e lo seguirono verso il fiume Weser, sin nell’acqua, annegando. Sebbene liberati dai topi, i cittadini si rifiutarono di dare all’uomo la ricompensa pattuita, cosicché il 26 giugno, egli ritornò e fece risuonare di nuovo il suo flauto. Ma questa volta non arrivarono topi e ratti, bensì fanciulli dai 4 anni in su, che egli, continuando a suonare, condusse dalla porta orientale della città verso la montagna, dove sparì con tutti loro.

Dal 1949 la rappresentazione di questa famosa favola dei Fratelli Grimm, cui partecipano circa 80 attori, incanta grandi e piccini che convergono ad Hameln anche per visitare lo splendido centro storico caratterizzato da superbi edifici rinascimentali. Hameln è inoltre una tappa della famosa Strada delle Fiabe. Sorge sulla sponda del Weser ed è circondata da catene di montagne boscose.