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La leggenda di San Giorgio e del Pian dul Scricc.
Un tempo lontano e antico, la prepotenza dei Vallesani si spingeva fino a rubare il bestiame a Veglia.
La leggenda dice che dovette persino intervenire San Giorgio, protettore di Varzo, a dare una mano per sconfiggere i tedeschi.
Un giorno lontano durante una delle tante scorrerie dei Vallesi, quando ormai i Valdivedrini sembravano condannati alla sconfitta, apparve sul campo di battaglia un cavaliere, in groppa ad un bianco destriero. Il cavaliere indossava un’armatura lucente e brandendo spada e lancia si gettò nella mischia. Quell’apparizione portò lo scompiglio fra le truppe del Vallese e diede nuovo coraggio ai Valdivedrini. Quel cavaliere non poteva essere che San Giorgio, più volte invocato durante la battaglia.
La certezza si ebbe solo qualche tempo dopo quando furono trovate delle strane impronte di zoccoli di cavallo alla cappella del Maulone e del Groppallo. Non potevano essere altro che quelle lasciate dal bianco destriero di San Giorgio che con solo tre salti era giunti da Varzo all’Alpe Veglia. Nonostante l’intervento di San Giorgio, dopo qualche tempo le scorrerie ripresero, in un susseguirsi di sanguinose vendette. Fu intorno alla metà del quindicesimo secolo che le due frazioni si accordarono per un trattato che le impegnasse ad un reciproco rispetto. Il luogo dell’incontro fu fissato nel territorio dell’Alpe Veglia, a metà strada fra il Vallese e la Val Divedro.
Non è dato sapere per quanto tempo quel trattato fu rispettato, ma ancora oggi il luogo in cui fu posta la firma, porta il nome di “Pian dul Scricc” (piano dello scritto).
Si ringrazia la Direzione del Parco dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero per la collaborazione

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